Sai ricaricare la tua energia vitale?

L’aura interna ed esterna (a sinistra) e l’aura con i raggi di salute (a destra)

In questo post parliamo del prana, un termine indiano che designa l’energia vitale, e vedremo come se ne è sempre parlato, a partire dalle grandi tradizioni fino alle più recenti ricerche.

Nell’affrontare lo studio del campo energetico vitale dell’essere umano (per approfondire leggi i post della categoria Il campo energetico vivente) ho spesso incontrato questo termine, chiedendomi se si riferisse all’energia vitale – La risposta è “sì ma non solo“. E’ meglio cominciare con il dando una descrizione più approfondita e estesa di “energia”.

Cos’è il prana, dove lo troviamo e cosa fa

Prana, dal punto di vista dell’esoterismo tradizionale indiano, è una delle tre forze che derivano dal sole, quella che riguarda la manifestazione della vita: “Prana è vita” è un’affermazione spesso attribuita a Indra.

Dal nostro punto di vista, che vuol essere anche pratico e operativo, possiamo assimilare il prana a “energia vitale”. E’ presente negli organismi viventi, ma anche nella luce solare, nelle zone naturali come i boschi e le zone molto elevate, nell’aria energizzata da una cascata e in altre situazioni (che approfondisco meglio nei miei corsi).

Per gli amanti dei felini ecco una buona notizia: il gatto è un animale che possiede naturalmente una grande quantità di prana, quindi cerca spesso luoghi o persone in cui scaricarne un po’. Ecco perché normalmente i gatti prediligono i punti della casa con energie non molto favorevoli o, in positivo, il senso di rilassatezza e di carica interiore che un gatto può regalare a colui che lo accarezzi a lungo.

Il prana è una forma di energia che non solo vitalizza, ma regola anche molte funzioni vitali. Sempre secondo la tradizione Hindu il buon andamento del nostro organismo è garantito dai Vayu (i Venti), che costituiscono una sorta di specializzazione dell’energia regolatrice del nostro organismo: Upana, Prana, Samana, Apana e Vyana.  “Prana” è il Vayu che va dal naso al cuore, e regola i processi legati alla bocca, alla funzione vocale, al cuore e ai polmoni. Non a caso il Pranayama, che si basa sul controllo del respiro, è una delle arti più importanti per la gestione della propria energia personale e una delle forme yogiche più potenti.

Quando il prana è scarso come facciamo a ricaricarci?

Lo stress, l’insufficiente esposizione alla luce solare e all’aria aperta, l’inquinamento, una modalità di respirazione non corretta e molti altri fattori provocano un abbassamento di vitalità. Questa è una condizione che rende più probabile l’instaurarsi di problematiche che hanno come comune denominatore una perdita di ordine e di informazione dei sistemi sottili, che a sua volta può manifestarsi dai semplici malesseri di piccola entità ma anche, a seconda dell’entità del disequilibrio e della sua durata, provocare problemi più gravi.

Di questi aspetti, com’è noto, se ne sono occupate la medicina tradizionale indiana, oltre a quella cinese e molte altre.

Ecco cosa possiamo fare per aumentare il nostro livello e la qualità dell’energia vitale:

-) passare almeno un’ora al giorno all’aria aperta facendo attività fisica anche moderata (l’ideale è in prossimità di un bosco oppure al mare in spiaggia).

-) quotidianamente curare il nostro corpo attraverso l’igiene personale, sia a livello fisico che emotivo e mentale.

Un consiglio è quello di praticare la dieta mediatica, ossia limitare al minio o astenersi da tutte quelle fonti di cattive notizie e di stress inutile (TV, social) . Le informazioni (in linguaggio iniziatico si parlava di “impressioni”) devono servire a riportare il sistema a livelli di funzionamento ottimale, che a sua volta dipende dall’equilibrio tra i centri energetici (i chakra)

-) nutrirsi di cibo con alta carica vitale (cibo “vero”, ossia più vicino possibile alla sua origine, coltivato/allevato in condizioni favorevoli alla piena espressione della vita, alla luce del Sole e con il beneficio del prana della terra: ad esempio verdura da piante coltivate all’aria aperta in luoghi non troppo inquinati o uova da galline allevate a terra.

-) bere acqua di qualità, sconsiglio quella in bottiglia: ottima quella di una fonte di montagna. Nel caso si disponga solo dell’acqua di rubinetto possono utilizzare metodi di purificazione e di energizzazione dell’acqua.   

-) praticare la meditazione, le arti marziali e altre tecniche biofisiche (il Tai Chi, il Qi Gong, lo Yoga, i Riti TIbetani), che, se praticate correttamente e in modo costante, possono aumentare nel tempo non solo la nostra capacità di incamerare prana, ma anche quella di conservarla all’interno del nostro campo energetico. Nella categoria meditazione puoi trovare molti spunti pratici per praticare la meditazione, i cui benefici sono studiati anche dalla scienza occidentale: prova ad applicare i consigli che dò in Meditare regolarmente: cinque trucchi da provare.

-) Imparare a respirare in modo più profondo e completo. Si possono eseguire esercizi di Pranayama (o Yoga del respiro) o di altro tipo, ma il consiglio è di farlo con una guida, in quanto si rischia di iperstimolare il corpo energetico, con possibili conseguenti disturbi (irrequietezza insonnia, palpitazioni ecc.).

-) Dormire una quantità sufficiente di ore: l’ideale sarebbe svegliarsi naturalmente all’ora in cui il nostro corpo decide di farlo, ma è un lusso di cui pochi dispongono… E’ ugualmente importante dormire in un luogo senza interferenze elettromagnetica: niente wi-fi acceso di notte, cellulari vicino al letto o radiosveglie dietro alla testa, provate a eliminare queste fonti dal vostro sonno e poi mi direte…

E tu? ti prendi sufficiente cura della tua vitalità? Fammi sapere quali accorgimenti o cambiamenti delle tue abitudini hanno suscitato in te un miglioramento del livello di energia, scrivendo un commento qui sotto (la mail non sarà mai pubblicata, serve a me per eventualmente interagire con quanto scrivi).

Grazie per il tuo contributo!

2 commenti

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