I Raggi dell’Anima (1): per un reale aiuto alla persona

Quanto il nostro attuale stile di vita è in sintonia con la nostra vocazione e i nostri desideri interiori? In questo post vi voglio illustrare perché i Sette Raggi ci possono essere utili per dare una risposta a questa domanda.

Attenzione:

-) Il metodo che trovi qui esposto non è un percorso di terapia psicologica né di cura del corpo o della mente, per i quali occorre rivolgersi alle competenti strutture e servizi socio- sanitari o psicoterapeutici.

-) E’ un percorso di autoconoscenza e di riflessione sulle proprie caratteristiche interiori finalizzato alla conoscenza del vero sé e al proprio sviluppo spirituale.

-) Non ha a che fare con alcuna religione, è chiaro però che il metodo presuppone che non siamo fatti soltanto di materia fisica e di energia elettromagnetica, e quindi non è adatto a chi ha una visione esclusivamente materialista della vita.

Se abbiamo già fatto un certo lavoro su noi stessi, allora sapremo rispondere a questa domanda, altrimenti abbiamo bisogno di strumenti per comprendere le caratteristiche della nostra identità profonda, che io chiamerò in questo post “Anima”.

Attenzione, non si tratta del nostro inconscio, che è il prodotto di tanti eventi e vissuti che si sono sedimentati nella nostra vita sul substrato dell’eredità emozionale del nostro albero genealogico (chi fa Costellazioni Famigliari sa a che cosa mi riferisco). Mi riferisco a un principio superiore che da sempre è presente in ognuno di noi e che cerca di guidare silenziosamente il nostro percorso esistenziale. Per alcuni il collegamento con la propria anima non viene mai interrotto, anche negli anni della vita adulta, mentre per altri il principio-anima continua a lavorare in noi fino a quando non siamo in grado di riconoscerne l’esistenza; e solo allora potrà avvenire la riconnessione con essa.

Lo strumento dei Sette Raggi può aiutarci a compiere questa transizione. Intendo qui spiegare perché, ma prima dobbiamo chiarire alcuni aspetti del nostro funzionamento a livello energetico.

Come funziona energeticamente l’evoluzione individuale

Il nostro principio-anima si avvale di una triade di funzionalità, che nella Teosofia vengono definiti corpo mentale, astrale ed eterico; questi tre, nel momento in cui raggiungono un sufficiente livello di collaborazione tra loro (ad esempio quando le emozioni non litigano più con i pensieri, il “cuore” va a braccetto con la “testa”….), contribuiscono a formare la cosiddetta personalità integrata.

Il nostro funzionamento energetico è più comprensibile e ben strutturato se lo si inserisce in un quadro concettuale a cui si riferiscono anche gran parte degli autori che citerò, ma che, per la sua complessità, non posso approfondire in questo post: mi limito a evidenziarne gli aspetti utili all’argomento dei Sette Raggi.

Per avere un’idea della complessità di questo quadro vi rimando allo schema qui sotto dal titolo “Constitution of man” che ho preso dal libro del 1984 di David V. Tansley Chakra, Rays and Radionics a p. 140.

A livello di corpi sottili, notiamo come la parola “personality” è al centro dei tre vertici che risiedono nel piano eterico (più in basso), astrale e mentale (in alto).

La costituzione dell’essere umano

Per quanto riguarda i chakra, invece, vediamo che nello schema sono indicati a diversi livelli, ad esempio nei vertici del piccolo triangolo a sinistra di “PERSONALITY” troviamo il chakra della corona (Head), del cuore (Heart) e della Gola (Throat). 

Una delle mie attività di consulenza dà la possibilità di cominciare a conoscersi attraverso lo studio del proprio campo energetico sottile. Per questo utilizzo la radioestesia, per ricostruire il quadro dei chakra, dei corpi sottili e di altre strutture energetiche.

Comprendendo come funzioniamo a livello energetico, possiamo comprendere quali sono le origini e le dinamiche dei blocchi energetici causa delle problematiche che sperimentiamo su molti piani.

Una foto Kirlian della mano umana.

Magari qualcuno di noi si è già fatto fare un’analisi di questo tipo, addirittura con una di quelle macchinette che si collegano al computer e che ti restituiscono anche una bella immagine colorata dei centri energetici, dei corpi sottili e dei meridiani. Molti di questi operatori però si limitano a valutare nel campo energetico dei loro clienti unicamente gli sbilanciamenti dei chakra e dei corpi sottili.

Pur essendo questo approccio per molti aspetti utile, spesso non basta a creare nel cliente le basi per una reale consapevolezza sull’origine dei propri blocchi, e a dare a quest’ultimo gli strumenti per superarli.

A mio parere (ed esperienza) le indicazioni dell’operatore olistico (a cui ci affidiamo) non dovrebbero limitarsi a farci comprendere  quali sono i nostri “colori energetici”, quelli con cui ci adattiamo e ci relazioniamo a noi stessi, agli altri e al mondo, ma anche quali sono i nostri veri colori, consapevoli che, per essere davvero felici, dobbiamo vivere una vita il più possibile in risonanza con le corde della nostra anima.

Utilizzando un’altra metafora, se nella vita riusciamo a un certo punto a “cantare la nostra canzone”, cominciamo a svolgere il compito per cui siamo qui e la nostra sarà una strada di felicità.

E se eventualmente la nostra canzone non sarà gradita agli altri, questo non sarà di certo un nostro problema…

Lo scopo della mia attività olistica (come annuncia la mission che puoi trovare qui sul mio sito, è di favorire nel cliente il benessere su tutti i piani.

Benessere che non può essere disgiunto dalla conoscenza di se stessi: di qui la necessità, nel mio percorso, di uno strumento che mi consenta di portare vero aiuto.

Cosa mi ha condotto allo studio dei Sette Raggi

Riassumendo, la sola analisi dei chakra (che possono essere più o meno attivi) non ci racconta quali sono le cause, a livello evolutivo animico, per cui presentiamo un certo quadro energetico che determina squilibri a livello mentale, astrale o eterico, né ci informa quanto sia pronti ad accogliere le istanze superiori (o profonde) che la nostra anima desidera integrare in noi.

Il punto è che solo in questa dimensione posiamo trovare le chiavi efficaci per un ristabilimento o per procedere evolutivamente a un livello superiore.

Negli ultimi anni ho infatti compreso che, senza una conoscenza approfondita delle modalità uniche e irripetibili attraverso cui si snoda il nostro rapporto energetico con l’Anima e quindi con noi stessi e gli altri, non possiamo davvero comprendere se quello che sperimentiamo rappresenta:

-) un quadro problematico su cui è auspicabile intervenire

-)  oppure se quelle che superficialmente potrebbero essere interpretate come disfunzioni non siano dei segnali di evoluzione (magari faticosa e piena di ostacoli, ma comunque di evoluzione si tratta), o una vera e propria richiesta dell’anima.

Occorrerebbe comprendere quali sono le cause energetiche di tutto questo: ed ecco come i Sette Raggi mi hanno consentito di andare più in profondità.

David V. Tansley (1934-1988)

Sapendo per la seconda metà della sua carriera il chiropratico e operatore radioestesico David V. Tansley (1984-1988) ha applicato con successo i Sette raggi integrandoli nell’analisi dei chakra, a partire dal 2008 ho cominciato a raccogliere tutti i suoi libri (in lingua inglese).

In capo a una decina d’anni ne ho percorso l’intera opera, leggendo e studiando uno dopo l’altro tutti i suoi testi. Ben presto ho potuto così prendere a modello molte delle sue pratiche e metodi per i miei lavori nel campo energetico in direzione dell’aiuto agli altri, compreso il metodo d’analisi dei Sette Raggi.

E ad avere i primi, consistenti risultati (vedi a questa pagina i commenti dei miei clienti).

Conclusa questa prima fase ho deciso di approfondire in modo sistematico tutto l’argomento, partendo dalle sue origini che possiamo individuare in E. P. Blavatsky (la fondatrice della Società Teosofica) e, soprattutto, in Alice Anna Bailey, a cui lo stesso Tansley si rifaceva spesso. Di qui la lettura, lo studio e la comparazione dei suoi cinque volumi sui Sette Raggi in A.A. Bailey, Eugene Cosgrove (allievo della Bailey) ma anche i nostri connazionali Roberto Assagioli (allievo di Bailey e fondatore della Psicosintesi, vi consiglio di vedere questo documentario) e Angela Maria La Sala Batà, collaboratrice e amica di Assagioli, di cui consiglio il libro Introduzione alla meditazione, i coniugi F. e G. Vairetto e, recentemente, Roberto Zamperini, nel suo ultimo, splendido libro, pubblicato postumo, I sette Raggi e le leggi occulte dell’energia sottile.

Nel prossimo post spiegherò che cosa sono i Sette Raggi, in cosa consiste il mio metodo e come mi ha permesso di aiutare me stesso e altre persone a inaugurare un entusiasmante percorso di autoconoscenza.

Se vi interessa saperne di più:  

-) a questo link troverete la seconda e ultima parte di questo post: I Raggi dell’Anima (2): la potenza del metodo d’aiuto

-) a questa pagina del mio sito troverete una divertente metafora cinematografica con la quale cerco di spiegare questo metodo e le sue basi. Potete anche leggere i commenti dei primi clienti!

Un commento

  1. Pingback:I Raggi dell’Anima (2): la potenza del metodo d'aiuto - Paolo Recaldini

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