La tua casa è viva!

Ciao, con questo post voglio farti riflettere sul fatto che la tua casa può essere considerata quasi come qualcosa di vivente! Ma… in che senso è viva?
La tua casa non è un contenitore neutro: interagisce sia all’esterno che all’interno della realtà abitata. Per costruire la casa è necessario infatti liberare una parte del terreno: la nuova costruzione determinerà una variazione per le energie e la vita degli edifici e di tutte le realtà vicine.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una volta costruita e popolata dai suoi inquilini, l‘abitazione diventerà un abitante in più, partecipando alla vita, ai cambiamenti e alle vicende degli abitanti, ospitandone le abitudini quotidiane e le ritualità delle piccole e grandi occasioni.
Vedremo come siano tanti gli indizi del fatto che possiamo pensare alla nostra casa come ad una cosa viva: la casa ha un’anima.

 

La casa non ‘appartiene’ al suo ‘proprietario’, essa è parte dell’uomo proprio come il suo corpo”  (R. Panikkar)*

 

 

 

 

 

 

Quante volte siamo entrati in casa dicendo ”ah… finalmente a casa! mia dolce casetta, eccomi arrivato”, come se fosse un cucciolo che festoso ci attende scodinzolando! E la sensazione di una casa più leggera dopo aver finito le pulizie? Tutti indizi del fatto che, noi esseri viventi, siamo inseriti in una sorta di essere vivente più grande, la nostra abitazione, che con il suo vivo pulsare interagisce con noi.

 

Il Vastu: onorare l’anima della casa viva

Nella dottrina dei Vastu Shastra (i testi che trattano della scienza del costruire i luoghi sacri) si comprende bene come ogni cosa, dalle più semplici alle più grandi e complesse, possa essere considerata “viva”.
Ora seguimi nel ragionamento.
Se ogni cosa nell’universo ha un’essenza vitale, ecco che quando costruisco, aggiungo, tolgo della terra o sposto qualcosa, devo in qualche modo compensare l’assetto dell’universo che ho contribuito ad alterare. Di qui la ritualità, a volte incredibilmente complessa e continua, della religiosità Hindu.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel Vastu è centrale il concetto di Vastupurusha Mandala, l’anima della casa, concetto assimilabile per certi versi al genius loci occidentale.
Le azioni che si fanno seguendo il Vastu sono nell’ottica di mantenere le funzionalità e le caratteristiche che compongono quest’anima della casa, il suo “software sottile”. Quindi, più che un sistema di credenze superstiziose, una sorta di tecnologia sottile, con le sue basi le sue regole e i suoi sistemi di monitoraggio e controllo.
Mi si perdoni la metafora all’occidentale, però trovo che davvero il Vastu sia molto adatto al nostro modo di pensare.

 

Di cosa ha bisogno la casa

Nella metafora della casa come essere vivente, essa avrà bisogno:
di essere nutrita: di qui l’importanza della posizione dell’ingresso della casa, ma anche di ciò che facciamo per “tenerla in forma”;
di fare esperienza del mondo: quindi di non avere dei blocchi energetici all’esterno, nel relazionarsi con il cosmo;
di interagire e crescere con i suoi abitanti: tramite una giusta assegnazione degli spazi e le appropriate destinazioni d’uso, in modo che ogni settore della casa venga onorato e utilizzato secondo le sue specificità.
di esprimere e vivere la sua dimensione spirituale: il suo centro e le delicate strutture di connessione devono essere riconosciute e mantenute nel giusto rispetto.

 

Possiamo tornare a questa concezione della casa?

A giudicare dai risultati positivi e ai cambiamenti in meglio che si ottengono applicando il Vastu, direi che ne vale davvero la pena.
Senza arrivare a situazioni per noi un po’ al limite del possibile, direi che ognuno di noi, a seconda del proprio grado di sensibilità, può implementare alcuni cambiamenti nella direzione di considerare il luogo in cui viviamo come una sorta di corpo più grande.
Ad esempio cominciamo (magari con la guida di un esperto) a valutare gli aspetti che abbiamo appena descritto, e facendo – perché no? – un piccolo regalo alla casa.
Ad esempio possiamo riportare alcuni ambienti alla loro destinazione d’uso più idonea, liberarci da una grande quantità di oggetti che non servono più, realizzando quindi lo spazio per  un nuovo complemento d’arredo, oppure facendo un piccolo rituale di ringraziamento nel quale andiamo a onorare la nostra casa come compagna di quel meraviglioso viaggio che è la nostra vita.

 

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